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       Alla guardia di questi arditi e forti
       erano quei che son viri e cavalli,
  30   con li lor capitani saggi e accorti.
       Su per li prati ancor vermigli e gialli
       andavan donzellette e belle dame
       con melodie soavi e dolci balli.
       Quand'io stava a mirar tanto reame
  35   e vedea il gran Satán nell'alto seggio,
       sí bello ed obbedito pur ch'e' chiame,
       io dissi:--O Palla, or che è quel ch'io veggio?
       Giá calo ad adorarlo li ginocchi:
       tanto egli è bello, e grande il suo colleggio.--
  40   Ed ella a me:--O figlio mio, se adocchi
       per mezzo del cristallo del mio scudo
       --allor mel diede ed io mel posi agli occhi,--
       tu vederai il vero aperto e nudo,
       e non ti curerai dell'apparenza,
  45   alla qual mira l'ignorante e rudo.
       Ché chi è saggio risguarda all'essenza,
       ché su in quella sta fundato il vero,
       e non si muta ed ha ferma scienza.--
       Allor mirai e vidi Satan nero
  50   cogli occhi accesi piú che mai carbone
       e non benigno, ma crudele e fèro.
       E vidi quelle sue belle corone,
       che prima mi parean di tanta stima,
       ch'ognuna s'era fatta un fier dragone.
  55   E li capelli biondi, ch'avea prima,
       s'eran fatti serpenti, ed ognun grosso
       e lungo insino al petto su da cima.
       E cosí gli altri peli, ch'avea indosso;
       ma quelli della barba e quei del ciglio,
  60   mordendo, el trasforavan sin all'osso.
       Le braccia grandi e l'ugne coll'artiglio
       avea maggior che nulla torre paia;
       e le man fure e preste a dar di piglio;

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