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       Poscia che i suo' martíri ebbi saputi,
       venni per aiutarla e son discesa
       non per grillanda o per fiori perduti.--
       Quando quest'ambasciata io ebbi intesa,
 140   risponder voleva io:--La mente mia
       è piú di lei ch'ella di me accesa;--
       se non che quella naida n'andó via,
       ed in poc'ora trascorse il viaggio
       insino al loco ond'ella venne pria.
 145   Ond'io all'Amor:--Se se' possente e saggio,
       ora il vegg'io e priego, a me perdona,
       se del tuo arco dissi mai oltraggio.--
       Tempo era quasi presso in su la nona,
       ed io pregava che andassimo ratto,
 150   colui che a gir ratto ogni altro sprona,
       dicendo:--Quando è l'ora, è il tempo adatto;
       se poi s'indugia e perdesi quel punto,
       spesse volte l'effetto non vien fatto.--
       Poscia ch'io fui all'altro colle giunto,
 155   vidi Filena lá dal fiumicello,
       di cui l'Amor m'avea il cor trapunto.
       Di fiori adorno avea lo capo bello;
       e perché il fiume correa giuso al basso,
       però discesi ed appressaime ad ello.
 160   Quando per gire a lei io movea il passo
       per entro il fiume, udii sonare un corno,
       il qual mi tolse allora ogni mio spasso.
       Filena disse:--La dea fa ritorno;
       oimè, fuggi via tosto;--e poi levosse
 165   i fior, de' quali il capo avea adorno.
       Ed incontra alle ninfe ella si mosse,
       le qua' tornavan liete con le prede;
       ed indi anche Cupido me rimosse,
       dicendo a me:--Se Diana ti vede,
 170   come Acteon, quando da lei fu visto,
       trasmutar ti fará da capo a piede.--

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