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       Cosí, standomi fermo su l'estremo
       di quella ripa, dicea:--Non verraggio,
  30   se noi per altra via non anderemo.--
       Palla, per rifrancare a me il coraggio,
       tre volte lá e qua 'l filo trascorse,
       come colui ch'assecura il viaggio.
       E, poiché la sua man alla mia porse,
  35   resposi:--Io vegno, da che piú ti piace;
       ma forte temo e del cader so' in forse.--
       Su per lo fil piú sottil che bambace
       io passai Flegetonte e sua mal'onda,
       ch'ardea di sotto piú che una fornace.
  40   Quando giunse Minerva all'altra sponda,
       ella chiamò come chi chiama forte
       un che sia lunge e vòl che gli risponda.
       E disse:--Aprite a noi queste gran porte,
       ché siam discesi nel maligno piano
  45   per veder Pluto, il tempio e la sua corte.--
       Risposto fu:--Il vostro passo è vano:
       nullo entrar puote, s'e' non porta seco
       o presente o denar nella sua mano.--
       La dea subiunse:--Me' che denar reco:
  50   però apri a noi tosto, o portinaio,
       a me ed a costui, il qual è meco.--
       Mamon, che tra coloro era il primaio,
       la gran porta di Dite in fretta aperse,
       ratto ch'udí nominar il denaio.
  55   Ma, quando vide poi che nulla offerse,
       con grande sdegno ne guardò in tortoni,
       e poscia irato este parol proferse:
       --Or dimmi dove son questi gran doni,
       che di' ch'arrechi, o donna, e ch'a noi porti,
  60   che piú che li denar di' che son buoni.
       Ma entrasi cosí nelle gran corti?
       Uscite fuora e ritornate addietro
       tu e costui, a cui ha' i passi scorti.

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