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E, benché egli fusse lasso e stanco,

       con altri pesi ancor gli carcò il dosso.
       Allora disse:--Oimè! che vengo manco.--
       Mentre diceva:--Oimè! che piú non posso
 140   portar tante gravezze,--e' cadde in terra,
       fiaccandosi la testa ed anche ogni osso.
       --Io fui da Lucca e detto Forteguerra
       --diss'egli a noi:--a far la grande impresa
       m'indusse spem, che fa che spesso uom erra.
 145   Ella mi fece far la molta spesa
       e posemi l'incarco della parte,
       che sempre a chi n'è capo troppo pesa.
       --Nulla averebbe potuto gravarte
       --diss'io a lui,--se tu alla scorta mia
 150   creduto avessi in tutto ovver in parte.
       Ma, s'e' ti piace, volentier vorria
       che mi contassi le doglie penose,
       che la speranza pone in questa via.--
       Ond'egli, sospirando, mi rispose:
 155   --Sappi che la fallace e vana spene
       principalmente si fonda in due cose.
       O ella aspetta scemarsi le pene,
       ch'ella sostien, o desiando sguarda
       poter avere alcuno amato bene.
 160   Se l'una e l'altra d'este due si tarda,
       ovver che manchi, l'animo tormenta;
       ma affligge molto piú, quand'è bugiarda.
       Benché tante fiate a noi ne menta,
       come hai provato, ancor se gli dá fede:
 165   tanto con le losinghe altrui contenta;
       che 'l miser'uomo sempre ratto crede
       quel che desia; ma quel, ch'egli ha 'n temenza,
       non crede si rimova, se nol vede.--
       Poi piú non disse; e femmo indi partenza.


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