Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/144


CAPITOLO IX

Come l'autore trova la Morte, la quale parla acerbamente contro i mortali.


       --Le rote delli ciel tanto son vòlte
       --disse Minerva,--che, da che venisti,
       tre ore della vita t'hanno tolte.
       La vita e 'l tempo, se tu ben udisti,
   5   son una cosa; e quanto dell'un perde,
       tanto perdi dell'altro e tanto acquisti.
       Convien omai che tu cammini inver' de
       colei, la quale a ciò che nasce è fine,
       e che fa secco ciò che pria fu verde.
  10   Non col passo dei piè te gli avvicine
       o meno o piú, ma di sopra li cieli
       voltati fan che tu ver' lei cammine.
       --Con tanta oscuritá il dir mi veli
       --risposi a lei,--che ben io non l'intendo
  15   qual fine è questo, se tu non riveli.
       Per quel che tu m'hai detto, ben comprendo
       che giá tre ore mia vita è scemata,
       mentre noi queste cose andiam vedendo.--
       Ed ella a me:--Stolto è colui che guata
  20   solo alla vita e non rimira il porto,
       al qual fa ogni dí una giornata.
       In questa valle, nella qual t'ho scorto,
       vedrai la Morte--Palla mi sobiunse;--
       però fa' che, passando, tu sie accorto.--
  25   Sí gran timore allora al cor mi giunse,
       quand'io udii dover veder la Morte,
       che ancor mi punge: tanto allor mi punse.