Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/133


p. 127

       Il tempo e 'l ciel, che sopra voi è vòlto,
       è una cosa, e, non voltando il cielo,
       ciò che da tempo pende, saria tolto:
       fatica, fame, sete, caldo e gelo,
 140   e ciò che segue al moto alterativo,
       morte e vecchiezza col canuto pelo.
       E, non voltando, l'uomo saria vivo
       e volontá e la virtú, che 'ntende,
       ed ogni senso arebbe piú giulivo.
 145   Qui quel che disse l'agnol, si comprende,
       quando iurò per l'alto Dio vivente:
       «Mai non sará piú tempo, ovver calende,
       ed ogni verbo avrá solo il presente,
       e cesserá il preterito e 'l futuro,
 150   e ciò, che or corre, sará permanente»;
       e nell'Apocalisse è questo iuro.--


p. 128