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E, perché questo laco è piú remoto

  65   da ogni caldo di sole e di foco,
       piú fredda cosa non ha 'l mondo toto.
       E tutto il freddo e ghiaccio, ch'è 'n quel loco,
       ove la tramontana fa 'l zenitte,
       rispetto a quello par niente o poco.
  70   De' traditori l'anime confitte
       vid'io nel ghiaccio, che Iuda e Caino
       seguiron giá con fatti e parol fitte.
       E, perché in poco tempo gran cammino
       avea a far, di lí la dea mi trasse
  75   inverso a un monte, a quel laco vicino.
       Per una grotta volle ch'io andasse
       dentro fra 'l monte, e sette miglia suso
       per la via oscura e con le gambe lasse.
       Quant'io vedrei con ciascun occhio chiuso,
  80   tanto vedea lí con l'occhio aperto,
       insin che uscimmo fuor per un pertuso.
       Quand'io fui giunto su nel monte ad erto,
       l'anime vidi di chi Dio biastema,
       in un gran piano di fumo coperto.
  85   Ancor, pensando, al cor me ne vien téma,
       ché io vedea a tutti arder la bocca,
       e tutti quanti avean la lingua scema.
       E come spesso la grandine fiocca,
       sí caggion sopra lor saette accese,
  90   e non invan, ch'ognuna ad alcun tocca.
       Satáno trasse fuor d'esto paese,
       sí come Palla disse, i gran giganti,
       quando co' vizi suoi il mondo prese.
       Vero è che lí ne stanno ancora alquanti
  95   distesi in terra e con caten legati,
       sí che non son nel mondo tutti quanti.
       Io vidi lor quando son fulminati,
       che biastimavan la virtú eterna,
       superbi, altèri e con li volti irati.

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