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25 I' priego te che mi facci palese

       la forma tua e 'l tuo benigno aspetto,
       il qual si dice ch'è tanto cortese.--
       Appena questo priego avea io detto,
       quand'egli apparve a me fresco e giocondo
  30   in un giardino, ov'io stava soletto,
       di mirto coronato el capo biondo,
       in forma pueril con sí bel viso,
       che mai piú bel fu visto in questo mondo.
       I' creso arei che su del paradiso
  35   fosse il suo aspetto: tanto era sovrano;
       se non che, quando a lui mirai fiso,
       vidi ch'avea un arco ornato in mano,
       col quale Achille ed Ercole percosse,
       e mai, quando saetta, getta invano.
  40   Sopra le vestimenta ornate e rosse
       di penne tanto adorne avea duo ali,
       che cosí belle mai uccel non mosse.
       Nella faretra al fianco avea gli strali
       d'oro e di piombo e di doppia potenza,
  45   colli qua' fere a dèi ed a mortali.
       Quando ch'i'l vidi avanti a mia presenza,
       m'inginocchiai e, come a mio signore,
       li feci onore e fe'li riverenza,
       dicendo a lui:--O gentilesco Amore,
  50   se a venire al priego mio se' mosso,
       colla tua forza e col tuo gran valore
       aiuta me, il quale hai sí percosso
       e sí infiammato col tuo sacro foco,
       ch'io, lasso me! piú sofferir non posso.--
  55   Allor rispose, sorridendo un poco:
       --Dall'alto seggio mio i' son venuto
       mosso a piatá del tuo piatoso invoco.
       Degno è ch'io ti soccorra e diati aiuto,
       da che ferventemente tu mi chiame,
  60   e ch'io sovvenga al cor, ch'i' ho feruto.