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198 Delle Frascherie

notitia di quei luoghi, in cui goderono con pari delettatione, ò buoni vini, ò male femine. Nè simile poteva dirsi à quel tale, che dopo haver havuto grand’agio di veder maraviglie in una Città di miracoli, in un miracolo delle Città, fatto finalmente ritorno à sua Patria, altro non portò di nuovo, che la copia d’un Madrigale, che trovò col carbone delineato sul muro di una montuosa Taverna, mentre forse il Compositore del medesimo s’abbattè a passar di là sù in tempo d’una folta nebbia. Il Madrigale, se mal non mi rammento, tal’è:

S
apete, Ser Christofano,

 Perchè de l’alto monte,
     Chiamato il Re di Cofano;
     Spesso nebbia fumosa arma la fronte?
     La causa è manifesta,
     Chi sta sù le grandezze, hà fumo in testa.

La vista di Teledapo fù grata così ad Egideargo, che nella sua Casa d’Effeso attendevalo, come à Rorazalfe, che l’haveva ne suo Italiano hospitio fraternamente raccolto un gran tempo. Professava Teledapo un rispettoso, & immutabile genio verso la Virtù di Stamperme; onde anch’egli trasferitosi in uno di quei giorni alla Casa, ove gli amici si convenivano diè materia d’intraprendere sopra le sue trascorse agitationi varij ragionamenti. Frà gli altri la relatione ch’ei diede, non