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poesia d’amore; ed un epigramma dell’Antologia (I, 67, 14) la pone sopra Erinna, risguardo agli esametri. La strofa saffica prese nome da lei: ma perchè pur Alceo la usò, par dubbio tra esso e la Nostra il pregio dell’invenzione: Diomede l’ascrive a Saffo: rimane in forse Efestione (Dei metri, 14): Mario Vittorino e Attilio Fortunaziano risolutamente ne vogliono inventore Alceo; Vittorino anzi opina che saffico si nominasse quel metro solo perchè Saffo più spessamente lo trattò. Ma e Vittorino e Terenziano Mauro la dicono inventrice del metro eolico; e Attilio Fortunaziano dell’antipastico. Trovò ella, secondo Aristosseno presso Plutarco (Della Musica, 16 e 28), l’armonia missolidia, molle e flebile: se non che altri ne divulgarono inventore Pitoclide flautista, altri Terpandro.

Menecmo da Sicione, allegato per Ateneo (XIV), scrive che prima Saffo, tra’ poeti greci, trattasse la pettide, stromento straniero (Aristosseno presso Ateneo, IV), usato dai Lidii: altrove Ateneo (meno probabilmente, secondo il Neue, perchè contraddetto da un frammento pindarico, recato da esso medesimo) pone Menecmo aver attribuito a Saffo, non che