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note. Versi 27 — 28. 91


Quae tibi cognita res in multis, o bone, rebus
Utilis invenietur et opportuna cluebit.

ἐσθλὸς et bonus con l’infinito significa esperto boni inflare calamos Virg. Egl. v. Così i francesi e gl'italiani confondono le voci buono, bravo, valoroso. — La voce facinus non è mai in Lucrezio, Virgilio, Properzio, né nelle liriche d’Orazio, ed appena una volta nelle epistole.

Alis per alius. Il Volpi cita questi due versi di Lucrezio , che a mio pavere contengono l’eterna legge dell’universo lib. i. 164.

Quando alid ex alio reficit natura, nec ullam
Rem gigni patitur, nisi morte adjutam aliena.

Alid per aliud. Il Valckenario nota questa parola anche in Catullo carma. xxix. 16. E poiché la grammatica ci condusse avventurosamente in quella sentenza filosofica di Lucrezio vedila magnificamente esposta dallo stesso poeta e commentata lib. v. 258.

Praeterea pro parte sua quodcumque alit, auget,
Roditur, et quoniam dubio procul esse videtur
Omniparens, eadem rerum comune sepulcrum:
Ergo terra tibi limatur et aucta recrescit.

= Nulla è più sagace del modo con cui Callimaco persuade l’apoteosi della chioma. Osservando egli che bastava dar luogo o teumpo al ragionamento, perchè si scoprisse la menzogna astronomica, egli distrae la mente del re, e della regina suoi principali uditori, eccitando in loro le passioni che più loro piaceano. Conti. — Questa osservazione è dilicata; ma abbiamo nel discorso iii num. 1 notato che non si trattava di persuadere il re della menzogna poiché egli stesso fece rapire la chioma. Mi pare bensi che l’artifizio stia nella pittura de’ meriti di Berenice