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considerazione quarta | 287 |
CONSIDERAZIONE QUARTA
sacrifici di chiome.
Versi 8-10. Caesariem... multis dearum... pollicita est.
Le chiome erano in tutela di Venere, delle Grazie, della Gioventú e delle Muse, cantate perciò da Pindaro «ben chiomate», e di Minerva, che andava oltramodo lieta de’ propri capelli. Medusa, insuperbendo dell’amore di Nettuno, * gareggiò di bella capigliatura con Pallade, la quale, perché era forse piú letterata che sapiente, non poté contenere la vendetta dell’invidia,* e convertì i capelli di Medusa in serpenti, e pose quella testa sull’egida a terror de’nemici. E Tibullo, lib. i, eleg. iv, v. 25:
Perque suos impune sinet Dictynna sagittas
adfirmes, crines perque Minerva suos.
E si vede nelle iscrizioni che le donzelle poneano la loro capigliatura sotto la tutela di Minerva. Tesoro gruteriano, mlxvii, 4;
minervae
memori . tvlli
a . svperiana . res
titvtione . siri
facta . capillorvm
A Minerva le vergini argive consecravano, prima di maritarsi, una
ciocca di capelli (Stazio, Tebaid., lib. ii, 253); e da Giulio Polluce
(Onomast ., iii, 3) sappiamo che nelle nozze erano consecrati i capelli a Diana, alle Parche ed a Minerva. Presso i trezenii (Luciano, De dea Syria) ad Ippolito. Del rito de’ capelli delle spartane
prima delle nozze vedi Plutarco, in Licurgo. — Eran le chiome
serbate a Bacco. Eneid., vii, 3S9:
Evoe Bacche, fremens: solum te virgine dignum
vociferans; elenim molleis tibi sumere thyrsos,
te lustrare choros, sacrurn tibi pascere crinem.
* E Stazio, Tebaide, lib. viii, 402: «Crinem hic pascebat Bachco».* I naviganti in burrasca propiziavano Nettuno, votando il