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avrà trent’tanni — la pienezza del meriggio per la donna; l'inverno della fanciulla — domani, forse, suo padre e sua madre scenderanno nel sepolcro; ella rimarrà sola colla sorella; sola coi fratelli che appena riescono a bastare a se stessi, che già contemplano con terrore la prospettiva di avere sulle spalle per tutta la vita le due sorelle senza marito, senza dote, senza mestiere, senza speranza alcuna di risorse.

E se i fratelli sposassero? se dovessero partire? se venissero a mancare? Come vivranno, di che vivranno le due povere fanciulle, sole nel mondo, colla loro mezza istruzione, colla loro buona educazione per unico patrimonio, capaci un poco di ricamare, di suonare un poco, -di dipingere un ventaglio, forse, di leggere un libro francese, di guarnirsi un cappello, di ripetere in inglese le quattro frasi di prammatica usate al tennis e incapaci di insegnare la pronunzia inglese o i primi esercizi di pianoforte a un bimbo di otto anni, incapaci di tradurre un volume dal francese, di tenere la corrispondenza italiana in un ufficio commerciale, di cucire a macchina, di tagliare della biancheria, di fare, insomma, qualcuna delle infinite cose che permettono a una donna di campare onorevolmente la vita?