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lettura, in giardino, sulle scale, nell'ascensore, nello hall dovunque, e sempre.

Dovete farlo se siete soli — farlo se vi trovate in compagnia. In quest'ultimo caso sopratutto. L'hotel impone la concordia, l'armonia, la pace, almeno apparente, anche ai ménages più divisi, più staccati, più ostili, lon sono permessi i litigi, non sono ammessi i bronci, non sono concesse le dispute. Bisogna andar d accordo per forza, o almeno fìngere d andare d’accordo — pena il venir giudicate per persone di pessimo gusto e assolutamente prive di savoìr vivre. Talvolta, lo sforzo e la rinunzia concesse al dovere di buona creanza sono il punto di partenza di una maggior tolleranza reale reciproca, e l’osservanza di un piccolo riguardo sociale conduce a un ritorno felicissimo verso doveri coniugali obliati da un pezzo. Benedetta, in questo caso, la vita d’albergo! La quale, poi, non è proficua in questo senso soltanto, e molte altre cose interessantissime insegna, oltre la pratica delle fondamentali virtù sociali.

Chi abbia appena un poco l'attitudine all’osservazione e all’indagine psicologica, trova infiniti soggetti e interessantissimi di studio in tutti gli ospiti di passaggio, in tutti gli errabondi che s’incontrano nelle sale di albergo.