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ma il giovine non la guardava neppure, per il che lei ne provava un vago dispetto.

Al ritorno, Lara prese il braccio di una ragazza, e le chiese:

— Chi è il giovine che ha spento il fuoco del rovo?

L’altra la guardò stupita, esclamando: — Come, non lo sai?

— No, davvero; non l’ho visto mai prima di stasera.

— Ma questa poi è bella! è curiosa! E’ il tuo nemico!

— Il mio nemico? Io non ne ho! chi è dunque?

— E’ Massimino Masssari!...

Lara sorrise lievemente. Sapeva l’odio che correva fra la sua e la famiglia Massari, ma lei non vi partecipava punto. Rispose:

— Ah, è vero! Però non siamo più nemici, ora, oh no! I tempi son cambiati, ed io sono tanto nemica di questo giovine che nemmeno lo conosco.

— Brava, Lara! E’ un bel giovine, non è vero?

— Sì, molto bello!

— Dicono sia fidanzato con Violante R***, — Lara fece una smorfia, — ma non è vero, ti assicuro, che non è vero! — Lara respirò. Perchè? Non avrebbe saputo spiegarselo, ma provò un fremito quando l’altra, scherzando, le disse:

— Di’, non sarebbe un caso curiosissimo se Massimino o Massimo, come vuol essere chiamato, ti facesse la corte?....

Lara rise clamorosamente, poi, abbassando la voce mormorò:

— Taci! Se ti udisse mio padre, ti ammazzerebbe!

— Come? Non hai detto che non siete più nemici?

— Non importa! Amici o nemici, non sono scherzi da fare!

· · · · · · · · · · ·

Altro che scherzi! Otto giorni dopo, Lara era perdutamente innamorata di Massimo, e Massimo di Lara! Come ciò era avvenuto, nessuno lo sapeva, perchè nessuno sapeva il loro amore, ma Lara e Massimo sapevano benissimo la storia del loro cuore, del resto semplicissima; erano giovani e belli entrambi, non si odiavano, non avevano le idee delle loro famiglie. Perchè dunque non dovevano a-