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Infatti stava nientemeno che per aprire un testamento, il testamento dettatogli otto giorni prima dallo stesso Marco Ferraglia. Marco dunque era morto, dopo due mesi di lunga agonia, corroso dalla febbre e da una passione che lo aveva vinto, che non poteva soddisfare se non a prezzo della felicità e forse della vita di una creatura innocente, e di un uomo che amava quasi fratello: Lara e Massimo.

Nessuno al mondo sospettò l’orribile verità, neppure i due amanti, che anzi, allorchè videro Marco in fin di vita, si guardarono disperati, chiedendosi chi mai ora poteva prometter loro aiuto e conforto; tutti credettero che Marco morisse per volere di Dio, colto da malattia naturale, da febbre di malaria buscata chissà dove, — e tutta X*** pianse il giovine così buono ed onesto; i poveri il loro generoso ed occulto benefattore, i ricchi il disinteressato difensore delle loro cause, le fanciulle l’elegante e pallido signore che faceva lor battere il cuore, i giovani l’amico sincero dall’anima grande e gentile, dalla mente vasta e dal cuore leale. Lo piansero i quattro cugini venuti da Sassari all’ultima ora, più per raccogliere l’eredità che per vederlo spirare, lo piansero le serve che conservava da cinque o sei anni, trattandole come sorelle, — ma sopratutto fu pianto dai Mannu, e con ragione.

Piangevano il loro figlio amato, l’essere che aveva portato la vita nella loro vecchia casa gelida, per tanti e tant’anni, e che si apprestava a rendere Lara la più ricca e felice fra le fanciulle della città. — Anch’ella pianse disperatamente, quasi avesse davvero amato Marco di amore da fidanzata, e volle rimanere presso di lui fino all’ultimo istante confortandolo, prodigandogli cure e baci che gli resero felicissimi gli ultimi giorni di vita. Lo indusse a confessarsi, a pensare a Dio, gli parlò di Lara che l’aspettava al di là, nei cieli d’oro del mistico oriente dei Cristiani, fra la luce e i profumi di una felicità eterna, e fu lei che gli chiuse gli occhi con un coraggio che niuno riusciva a spiegare in essa, fu lei che si vestì a bruno per la prima, in realtà pazza di dolore e di angoscia. Un vago presentimento le diceva che Marco era morto per lei, e pur senza spiegarle tutta la verità, le narrava confusamente i dolori e la lotta da lui sofferta