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paura di uscir fuori la notte. Ho anzi una rivoltella carica sul tavolino da notte e all’occasione...

— A proposito! — esclamò Massimo, che intanto le aveva dato un bacio sotto il mento. — Ho qui la mia rivoltella e potrebbe esplodere. Permetti...— Riaprì il mantello, trasse fuori la rivoltella e la pose sotto la sedia dicendo: — Se per caso dovessi scappare senza avere il tempo di riprenderla, tu, Lara mia, nascondila bene, magari sotterra, perchè trovandola qui diverrebbe il corpo del reato... — Risero entrambi di cuore: trovavansi in tale stadio che la minima cosa li faceva ridere o piangere. Lara domandò!

— Dunque sei armato? di che temi?

— Di tutto, Lara! Tu sai che pende la morte su di me, perchè t’amo e mi ami. Vado armato per difesa, ma ti giuro sul mio onore che non adoprerei la rivoltella se non agli estremi, come non mi armerei di questo se non dopo avere i polsi rotti... — E trasse di tasca un’altra arma più terribile assai della prima, uno di quei tremendi pugni di ferro, di cui due o tre colpi ben aggiustati bastano per mandare un cristiano all’altro mondo, senza fracasso alcuno. Lo provò sulla mano di Lara, ma era così piccola, che in ogni foro del pugno entravano due sue dita. — Non mi va! — disse lei pensosa, scotendo la testa.

— Eppure, — rispose Massimo, - una notte ho sognato che tu mi percotevi con uno di questi, alle tempia, chiamandomi infedele!

— Lo farei, se ciò fosse! Però, dimmi, stasera non occorreva che ti armassi tanto.

— E’ sempre meglio prevedere, Lara. Vedi che mi sono anche quasi travestito. Sembro un brigante calabrese!

— Davvero! Ma un brigante molto simpatico, davvero, davvero...

Intanto fra un moto e l’altro il mantello scivolando aveva scoperto le spalle di Lara, che tremava nuovamente.

— Vile di un mantello! — esclamò Massimo, ricoprendola. — Fa il restio, il superbo! Ma guardate un pò che imbecille! non voler coprire le castissime e adorate spalle della fanciulla mia! Onore che sarebbe ambito dai re! Vorrei ben trasformarmi io in mantello per coprirti