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cia, la spoletta, l’agruppido, fiasco, olivete, & simili; & siano quanto più divinte si puote, perche tormentano manco la gengiva. Si potrà ancho mettere nell’imboccatura un poco di montada, che farà più fortezza ne offenderà la gengiva. A questo è buono ancho una meza fregna, overo intiera; perciò che non tocca niente la predetta gengva, anchor che non sia tirato troppo la briglia, perche quanto più si raccoglie, tanto più si allontana da quella. Una cordella, che circondi le gengive (quelle però. che si muovono) è etiandio buona; non havendo risguardo ad altro, che ad essa gengiva mal trattata, sopra la quale cordella, & effetto, ch’ella opera nel capitolo trentadua diffusamente stenderò il mio parere. Alcuni la convertono in catenella non volendo essi adoperare barbocciale; ma io dico, che l’huomo all’hora si potrà poi risolvere del suo volere. Non voglio già ancho lasciar di dire, che cavalcandosi il cavallo prima, che sia guarito, con briglia, che li nocesse facilmente s’inalborarebbe usando altri assai mancamenti quali sariano difficili à levar via. Ma in caso, che la gengiva si fusse sanata senza rimedi, & havess’ella fatto callo, volendosi si può rompere, facendosi poi guarire con melle rosato, con brenello di legno coperto con feltro, ò pezza di lino bene immellata, voltandolo con l’anche per la maggior parte del giorno alla mangiatora, non lo cavalcando ancho infin’a tanto, che non serà ben guarito; sanato poi ch’ei sia si potrà assicurarlo à poco, à poco con briglia piacevole come di sopra ho detto: non lo maneggiando etiam per alcun giorno; ben si può egli galoppare in volta largo, ma con destrezza, lasciandogli la briglia in libertà. Et volendosi galoppare pe’l dritto, ritenerlo à oncia, à oncia, si che quasi da se medesimo si fermi, facendo, che habbia esso (come ho detto) la briglia in libertà, acciò che niente se v’apoggi sopra; non lo serrando con essa nella volta; perche così procedendo si assicurerà. Et non li volendo ancho romper’il callo si può fare, ponendoli briglia, che non tocchi la callosità, come sarebbe la falsa stroppa, perche le rotelle non battono sopra la gengiva, ma solo da i lati nella parte non tormentata, le quali habbiano ad essere altarelle. Et quando si fusse sforzato usare la briglia aperta, in quel caso si toglie il chiappone à garbino, perche le rotelle sue battono da i lati della gengiva.


Come debbono essere i labri del cavallo per star bene.

Cap. XIV.


IL labro del cavallo vuole essere sottile à volere, che non dia disturbo nell’imbrigliarlo, perche con ogni poco d’aiuto si ribatte in fuori, che non si puote armare con esso, & farà in questo caso l’agruppido overo il peretto l’effetto.