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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/95

76 meditazioni sull’italia letteraria


Quelle illuminazioni appunto che fanno splendere a un tratto gli intrighi sotterranei, in cui ogni opera d’arte ha le sue radici, si ottengono soltanto con lo scintillare dello stile.

20 Gennaio

Una civiltà ha come fine supremo di conciliare dei bisogni contradditori; deve cioè soddisfare nell’uomo la nostalgia dei limiti e il suo orrore della regola, e arrivare a una grandezza regolata da leggi che non si conoscono. Ora sono regole anche i sottintesi, regole tanto più potenti e feconde, quanto più sono larghe, invisibili, e benigne. Esse hanno poi questo immenso vantaggio; non c’è bisogno di ricordarsene, e non si possono discutere; guidano misteriosamente gli uomini liberandoli dalla durezza delle regole, tracciano dei limiti che ignorano tutti e non viola nessuno.

23 Gennaio

Esempio: la lingua parlata e scritta. Nessuno può immaginare quando sente parlare un contadino toscano analfabeta, che egli non parli secondo « una regola ». Tanto è vero che egli ride e motteggia quelli che parlano « fuori regola ». Ma lo si meraviglierebbe se gli si chiedesse « la regola » che lo guida. Egli parla a regola di regole che non conosce, che sono « sottintese » a lui, come a coloro che gli hanno insegnato a così ben parlare.