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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/90


delle regole e dei sottintesi 71


questi sottintesi. Ora stanno per cambiare. Il successo di Julien Benda ne è la riprova. E se non esistesse nel pubblico un’orientamento nuovo, come si potrebbe spiegare la eco straordinaria che certe idee di Valéry e di Gide hanno avuto e l’influenza profonda di un filosofo come Alain? I sottintesi sono delle leggi sovrane, ma un soffio può distruggerle o trasformarle. Sepolti in quella zona misteriosa della vita intellettuale in cui arriva raramente la luce, i sottintesi possono corrompersi o modificarsi senza che il pubblico se ne accorga. Ma buoni o cattivi devono esistere perchè si possa creare. Come? Dando agli artisti e al pubblico dei limiti senza esprimerti in regole.

La mancanza di regole è inebbriante e pericolosa; la regola è dura e spiacevole, e l’uomo che ha fatto naufragio nell’illimitato e s’è contuso contro la regola, ha nello stesso tempo paura della libertà e delle catene. Passa così da un estremo all’altro, stancandosi volta a volta d’essere un padrone inquieto e un pacifico servo, mendicando dei limiti e fuggendo le grandi leggi che glieli possono offrire.

Mio padre ha spesso rappresentato nei suoi libri i pericoli dell’illimitato, il dramma di un pensiero libero da costrizioni, l’inquietudine sterile di un mondo che ha bisogno, nel campo delle arti plastiche per esempio, di capire nello stesso tempo l’arte dei negri e quella dei romani. Io credo che la mancanza di regole è inebbriante e pericolosa perchè