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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/71

52 meditazioni sull’italia letteraria


lodarsi l’un l’altro; e i complimenti non mi sembrano che l’ultimo coronamento dell’istinto del gruppo.

L’ammirazione che si esprime in complimenti è nel tempo stesso una maniera di attirare gli uomini e di rendere più facili e gradevoli i loro rapporti; ne è l’intermediario e il compenso. Un uomo e una donna che si aspettano di piacere, bruciano di andare incontro agli omaggi che dovranno, secondo il rito segreto, fiorire al loro passaggio; smaniano di riunirsi a tanti specchi benigni del loro merito; entrano in un salotto o in un gruppo come in un mondo incantato, dove saranno coperti di fiori. E notate che Parigi è la città del mondo, dove i complimenti sono più precisi; perchè i parigini, che hanno l’abitudine di vedersi tra loro da tanti secoli, sono nello stesso tempo benevoli e svegli, e un complimento falso o mal detto non li lusinga che a mezzo. O almeno, per paura di un sorriso ironico di colui che lo riceve o di quelli che, intorno intorno li stanno a sentire, i parigini hanno acquistato la scienza di trovare delle formule, che siano gradevoli, ma che non manchino di gradazioni.

Così per la gioia di sentirsi ammirare gli uomini acquistano l’istinto della compagine e si raggruppano. In Francia ogni scrittore, e più largamente ogni essere umano, diventa socievole perchè vive fra gente che lo ammira. Ma tutto si ripercuote, e se da principio gli uomini ammirano per essere ammirati, alla fine si assuefanno davvero a vedere nei loro