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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/64


del nostro isolamento 45


Ma anche al di fuori della famiglia, i francesi non sognano che di raggrupparsi. Dai gruppi mondani, fatti soltanto per riunire insieme gli uomini che hanno lo stesso genere di conversazione, fino ai gruppi degli antichi studenti dell’Ecole Normale, o del Lycée Louis Le Grand; dai gruppi degli ufficiali, dei marinai a riposo, ai gruppi dei cacciatori, dei pescatori all’amo, e di tutti gli sportivi in genere, ai gruppi degli industriali, dei commercianti, degli impiegati, dei funzionari e sopratutto ai gruppi politici, — che si riuniscono di tanto in tanto, regolarmente, intorno a una tavola imbandita, — la Francia è una mostra maestosa di nuclei, è un mondo ove ogni idea è l’occasione per formare una compagnia e il pretesto per ordinare un pranzo.

I grandi uomini morti non sono — per ripetere, svisandola, una formula di Stendhal — che i rami intorno a cui dei gruppi si cristallizzano. « Gli amici di Pascal », « Gli amici di Balzac », « Gli amici di Baudelaire » formano dei gruppi. La vita letteraria non è che una vasta compagine di compagini. Uno scrittore che ha trovato la sua via comincia prima di tutto a cercare intorno a sé quelli che in qualche maniera gli rassomigliano, per raggrupparsi con loro. Gli editori, i teatri stessi diventano, dopo qualche anno di barcollamenti, l’espressione di un gruppo. Le riviste fioriscono in Francia perchè sono ciascuna la voce politica e letteraria di un gruppo. La Francia è insomma il Reame dei cartelli.