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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/49

30 meditazioni sulla storia d’italia

dine del giorno affisso ai muri e firmato «G. Bade, per il governo provvisorio, e Colonnello Zimmer per ordine del Generale Dubourg» mentre il governo non esisteva che nella loro immaginazione. Il caso non ha maggiore peso sulla sorte delle rivoluzioni che i bisticci tra amanti non ne abbiano sulle nascite dal punto di vista delle statistiche.

Ma allora perchè i popoli ateniesi non sanno compiere delle rivoluzioni conservatrici?

Perchè non hanno idea del diritto.

E’ uno spettacolo strano questo che il paese in cui si riscopre il diritto romano, in cui si fondano le più celebri Università di diritto d’Europa è quello in cui il diritto resta semplicemente un gioco dello spirito, una branca della filosofia e degli studi classici, una miniera di «tesi»..... Fra il Popolo e il Conte, fra il Popolo e il Vescovo non vedo in Italia alcun patto sulla base del diritto, analogo a quei patti che reggono i rapporti tra i Comuni e i Signori in Francia. Nessuna di quelle convenzioni, di quelle franchigie, di quei privilegi riconosciuti, osservati e legittimati poi dai secoli. La lotta tra Guelfi e Ghibellini non è frenata da alcuna convenzione; la ferocia più ripugnante, le mutilazioni in massa, la distruzione fino alla fondamenta delle città vi sono ammesse; il vincitore ha tutti i diritti sul vinto, la maggioranza sulla minoranza; la giustizia non si vergogna di confessare che obbedisce alle passioni politiche; e i cittadini non hanno niente che li ga-