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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/45

26 meditazioni sulla storia d’italia

intellettuale che si era venduta per dell’oro e dei posti, solo la plebe sfuggí all’influenza corruttrice del governo e conservó il buon senso, la drittura, il vigore interiore degli antichi italiani.

VII.


Disperso e senza difesa questo popolo ha dunque vissuto fino al secolo XIX° solo per fare il comodo dei suoi Principi?

Chi ignora con quali armi esso si difende, si lascia facilmente ingannare dalla sua calma. E’ stato tacciato di scetticismo. Perchè avrebbe dovuto credere ai Re e ai Duchi? Invece di resistere al potere, lo disgrega. Prudenti e ossequiosi, gli Italiani cedono sempre e non si lasciano convincere mai. Lodano i regimi più arbitrari; ma, come tutti gli uomini cresciuti nei regimi di tirannia, indifferenti al bene pubblico, si sforzano di indebolire i governi per meglio sfruttarli. Soggetti, corrompono l’amministrazione che li regge, fin che la vita, in apparenza impossibile, continua grazie a mille accomodamenti. Funzionari, tradiscono il loro governo, sia che il loro buon senso o il loro odio istintivo della crudeltà si rivolti contro le misure odiose che dovrebbero applicare, o sia che semplicemente un’irritazione profonda d’uomini oppressi, li inciti a nuocere al potere a cui pure partecipano.

Cosí non si dovrebbe dimenticare, quando si accusa la Chiesa di aver indebolito gli Italiani che gli