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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/42


meditazioni sulla storia d’italia 23

tirannie. Ogni città, indebolita da lotte sempre più feroci, minacciata di diventar preda della città vicina, è obbligata di preferire un’apparenza d’ordine che l’avvelena lentamente, ad una libertà che l’uccide. Volontariamente essa si assoggetta a un condottiere o si vende, spettacolo pietoso, a un signore.

VI.


Dopo tre secoli di grandezza, questo decadere dei Comuni era nell’ordine delle cose. In ogni regime libero vi sono i germi d’una tirannia, nello stesso modo che ogni tirannia sfocia nella libertà. Poichè gli uomini non apprezzano che quello che loro manca, la vita dei popoli è sottoposta a un’altalena continua.

Ma come spiegare che questi governi arbitrari e illegittimi, stabilitisi in tutta l’Italia con colpi di Stato verso la fine del secolo XIV°, durino più di quattro secoli, senza provocare una vera rivoluzione? L’acqua vivifica la terra; dappertutto dove passa si vedono crescer le piante e sorgere le città, moltiplicare gli uomini, gli animali, la vegetazione. Ma se invece di scorrere nel letto dei fiumi o di scaturire in sorgenti dalle montagne, l’acqua stagna, essa spande intorno miasmi e diventa tanto più pericolosa quanto più mite è la stagione. Quando il destino dell’Italia parve irrevocabile, l’elasticità dello spirito ateniese permise al popolo di adattarsi rassegnato alla tirannia. Osservatori acuti, gli italiani credettero troppo fa-