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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/30


meditazioni sulla storia d’italia 11

viltà romane sono così ben regolate, che gli uomini per riescire a viverci non hanno da conoscerne il meccanismo; ma in quel caos che è una civiltà ateniese gli uomini che non si rendono conto dei difetti, dei pregi e dei segreti del loro mondo, sono perduti.

Nelle civiltà romane la calma invita gli uomini a non riflettere; da questo torpore universale la quiete stessa è mantenuta e oscuramente corrosa; nelle civiltà ateniesi il disordine affina l’intelligenza e l’intelligenza provoca il disordine. Le civiltà romane sono percio’ minacciate da crisi di sonno, dall’oblio delle loro origini, e da una forma di voluttuosa inerzia; le civiltà ateniesi dalla instabilità, dalla mobilità e dal fuoco di un malcontento perpetuo. Il governo è uno dei privilegi delle civiltà romane. L’amore uno dei privilegi delle civiltà ateniesi. Per formare una civiltà romana gli uomini devono possedere una coscienza morale, una mente divisa in compartimenti. Una civiltà ateniese si fonda sull’immaginazione; ma l’immaginazione infrange i compartimenti e sovverte l’ordine.

Il principio di una civiltà romana è il rispetto di tutto cio’ che è nel presente. La sua forza è il senso morale.

Il principio di una civiltà ateniese è il libero esame e un continuo sogno e una continua attesa dell’avvenire. La sua forza è l’immaginazione.

Roma fu una civiltà romana fino al tempo di Cesare: durante un secolo si è sforzata, non tanto di fondere quanto di equilibrare il suo antico istinto