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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/230


giudizio di egidio reale 211


« Paris, dernier modèle de l’Occident ». E’ se non ancora la gloria, la notorietà. L’avvenire si apre di nuovo pieno di promesse e di speranze. Anche coloro che non lo conoscono, ma che ne hanno letto un articolo o un saggio, ed i più grandi, i più illustri tra essi, lo amano, lo seguono trepidanti. Non scriverà forse, fra i tanti, Henri Bergson: « Sapevo ch’egli sarebbe stato, ch’egli era già, uno degli uomini più ragguardevoli del nostro tempo. » Non può’ essere egli dunque soddisfatto e contento e prepararsi con certezza, ai nuovi successi che l’attendono ? Non può dunque placarsi questo interiore tormento ?

No, non si placa. E dalla Francia lo spinge ancora, peregrino errante dietro un sogno che sfugge, in altri paesi, e, dopo un ultimo malinconico saluto al suo Ulivello, gli fa valicare l’Oceano, a vedere se la felicità si ritrovi nelle immense città dell’America. I suoi quaderni si riempiono di note, di pensieri, di riflessioni.* Ma il suo errare verso terre sempre nuove e diverse, il suo ripiegarsi su se stesso, il suo stesso tormento che si va facendo sempre più vivo, non gli impediscono il lavoro.

E’ di quegli ultimi mesi della sua vita, il romanzo che anch’esso sarà raccolto e pubblicato dalla pietà dei genitori. « Espoirs ». Doveva essere il primo volume del grande ciclo della « Commedia italiana », al quale egli andava da lungo tempo pensando, e nel quale si proponeva di esporre alcuni problemi psicologici e morali, che gli sembravano di un’importanza capitale. Dopo averlo rifatto parecchie volte a Parigi, egli l’aveva buttato giù nel giro di pochi mesi e gli ultimi capitoli ne aveva tracciato mentre errava, nelle immense vallate, desertiche e lussureggianti, del Messico.

Quel romanzo è delizioso. E’ il romanzo della giovinezza, ma non della giovinezza quale uno scrittore la vede al suo scrittoio, nelle sue osservazioni o nella sua fantasia, ma della giovinezza vera, quale Leo e i suoi compagni e i suoi amici l’hanno vissuta, senza veli e senza ipocrisie, con tutti i suoi pregi e tutti



* Da cui esciranno: «Désespoir — Poèmes, pensées, prèires», e «Amérique, miroir grossissant de l’Europe». Nota del redattore.


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