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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/208

189 commemorazione di machiavelli


e necessità di offendere». Per il fatto stesso ch’è legittimo è anche più forte e la Ragion di Stato gli è meno necessaria. Se tu mi dici che gli Stati che non sono legittimi, non avranno nessuno scrupolo di violar questa regola, io ti dó ragione; ma devo, a ogni modo aggiungere che c’è una differenza: noi non li giustifichiamo più. Ecco un altro limite. Ma non è il solo. Ne abbiamo creati alla morale. Tu hai letto i miei libri con molta attenzione; ma, come succede sempre, non ne hai citati che i brani, che servivano ai tuoi argomenti. Se permetti, mi citeró da me. Tu m’hai maliziosamente ricordata la mia definizione della Frode, ma ti sei fermato a mezzo ; io invece ho continuato, e ho detto :

«Ci sono tre specie di Frodi: una frode leggera, una mediana, e una grave. Chiamo leggera quella che non s’allontana troppo dalla virtù ed è appena inumidita dalla rugiada della malizia. In questa classe metto la Diffidenza e la Dissimulazione. Chiamo Mediana quella che s’allontana sempre più dalla virtù e arriva ai confini del vizio. In questa classe metto la Falsità e l’Inganno. Alla terza classe appartengono quelle malizie già robuste e perfette, che non s’allontanano solo dalla virtù; ma anche dalle leggi: e cioè la Perfidia e l’Ingiustizia. Consiglio la prima specie, tollero la seconda, condanno la terza ». Esaminiamo ora la tua dottrina. Fin da principio si oppone alla mia, perchè io non ammetto tutte le frodi e tu le ammetti tutte. Tu dici: « Un