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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/169

150 meditazioni sull’italia letteraria


26 Aprile

Si, Vasari era onesto e chiaro. Aveva dei principî e nel giudicare si teneva a quelli. Contribuiva dunque, con i suoi scritti, a stabilire un ordine nel mondo dell’arte; insegnava al pubblico a giudicare gli artisti. Ma un vero critico — un critico animatore — non può contentarsi di far da telaio ai gusti del tempo suo. Vasari ha fatto di più. Non ha battuto soltanto delle strade. Ha voluto suggerire, spingere, accendere gli uomini. Vasari, insomma, è il critico che sa e vuole ammirare.

26 Aprile, sera

Chi sa perchè s’è tanto perso il sentimento delle regole psicologiche ! Qualche ufficiale sa ancora che per rincuorare i soldati bisogna lodarli ; qualche maestro sa ancora che per far studiare i discepoli bisogna lodarli ; ma nessuna critico, nessun lettore in Italia ha l’aria di rammentarsi che per aiutare la letteratura e l’arte bisogna lodare gli artisti.

29 Aprile

Ho cominciato a parlare di questo con degli amici. Mi hanno risposto che ammirando non si puó scegliere; che in un clima di ammirazione succede agli artisti come la notte ai gatti, che son tutti di un colore. E’ uno sbaglio: si puó scegliere soltanto ammirando. Vasari non è forse il