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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/156


principii e critica in vasari 137


noscono. L’aristocrazia del pensiero, i distributori dell’elogio e del biasimo, gli accaparratori di cose spirituali vi hanno detto che non avete il diritto di sentire e di godere: sono dei farisei.» Conclude: «Voi siete gli amici naturali delle arti, perchè siete gli uni ricchi, gli altri scienziati. Quando avete dato alla società la vostra industria, il vostro lavoro, il vostro denaro, voi pretendete il vostro compenso in godimenti del corpo, della ragione e dell’immaginazione. Se ricuperate quella quantità di piacere che è necessaria per ristabilire l’equilibrio di tutte le parti del vostro essere, voi sarete felici, sazî e benigni, come la società sarà sazia, felice e benigna, quando avrà trovato il suo equilibrio generale e assoluto.

«Questo libro è dunque naturalmente dedicato a voi, borghesi; giacché ogni libro çhe non si rivolga alla maggioranza — numero e intelligenza — è un libro sciocco».

Ora, per borghese Baudelaire non intende un membro della classe media, bensì, con usanza militaresca, tutti gli uomini del comune che non vestono divisa d’artista: ossia, fuori che alcune eccezioni di persone che vivono in quel mondo senza essere artisti, ma che hanno assunto la loro maniera di giudicare la società intera.

Già nell’introduzione al Salon precedente, Baudelaire scriveva di colleghi artisti, che da parecchi anni si sono esercitati a lanciar l’anatema su questo essere inoffensivo, il quale non chiederebbe