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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/146


Dei principi della critica

in Vasari


Firenze, 3 Aprile

Da tre mesi che non mi son mosso da Firenze, ho avuto campo di parlare di Giorgio Vasari con molti critici, scrittori e uomini coltivati, e ho notato con meraviglia che quasi tutti ne dicevano male. Chi lo accusa di essere uno storico frettoloso e impreciso, e chi di essere stato il più nefasto dei critici. Di questo sopratutto gli fanno carico quelli che si occupano di estetica e di storia dell’arte. Quasi tutte le persone di gusto gli rimproverano di non aver capito la bellezza dei primitivi, di aver dato il prestigio del suo nome glorioso alla dottrina che appaia il bello col vero; di aver fatto della storia dell’arte italiana una gigantesca piramide, con il suo amico Michelangelo sulla punta. Forse perchè questi critici sono più imparziali del buon Vasari? Io penso che anche loro, quando scrivono degli articoli, dicono bene degli amici e male dei nemici. E’ un abitudine umana e italiana. Ma a me pare che Vasari sia stato anche giusto. Non capisco davvero perchè i moderni si