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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/125

106 meditazioni sull’italia letteraria


incontro, ma che è più chiaro al secondo, che si impone al pubblico meravigliato dopo la terza, la, quarta, la decima commedia a cui assiste. Quando un genere teatrale puo’ essere capito colla quantità, e per la ripetizione degli stessi mezzi, ci mostra che le sue radici non si approfondiscono sulla terra comune, ma che esiste come un mondo a parte, come una lingua straniera che si puo’ penetrare coll’esercizio.

Pirandello è originale perchè utilizza dei soggetti assolutamente nuovi, mentre gli altri rinnovano attraverso il loro temperamento i soggetti eterni della vita quotidiana. Quando si sono capiti certi elementi, fino ad allora sconosciuti, del mondo in cui l’autore ci vuol far penetrare, le difficoltà svaniscono e il pubblico è lusingato dalla illusoria facilità colla quale egli afferra i concetti che dapprima gli parevano inabordabili. Si diverte ad ascoltare una lingua misteriosa e astratta che gli sembra ormai chiara, come, quando sentiamo una conferenza all’estero, ci godiamo di afferrare il senso letterale delle parole. Cosi divertendo con dei fuochi d’artificio il pubblico, questo grande incantatore gli fa tollerare, senza che egli se ne accorga, un’idea profonda.

Si vede dopo l’iniziazione, che anche certi elementi antiteatrali del teatro di Pirandello — i ragionamenti interminabili, il bisogno che hanno i suoi personaggi di mettersi continuamente al loro posto nella scala dei valori, quello di raccontare continuamente che non si sentono il centro ma una piccola parte