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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/117

98 meditazioni sull’italia letteraria


dar noia a un indifferente, la passione cattolica di S. Agostino ammalia un ateo.

18 Febbraio

Interessarsi al mondo vuol dire patirne; tutte le letterature e più ancora le romanzesche, sono il frutto di sofferenza morale.

I romanzi dovranno essere ormai — se tutti gli scrittori non sono insopportabili letterati, insensibili a tutto quello che non è della preziosa accademia di stile — romanzi per metà sociali, in cui il tumulto del popolo e del mondo si mescoli grandiosamente al dramma dei personaggi, in cui eroi nuovi entrino in considerazione e nuovi abbominî sieno additati all’odio e all’esecrazione.

I romanzi sono sempre in ritardo sulla loro età. Ma un dramma dell’età nostra in cui il caso psicologico sia presentato isolato dal mondo in cui viviamo, in cui l’eroe si muova in una terra in cui i treni arrivano in orario, in cui la giustizia, le leggi, i cambi, la moneta, i governi, i partiti, funzionino silenziosamente con tanta disinvoltura, che non si sentano, che siano come un sottinteso del racconto, non interesserà più nessuno.

19 Febbraio

Quanti scrittori ed artisti vedo in Italia delle penultime generazioni chiusi nelle loro città illustri, splendenti e morte, nei loro caffè venerabili e lumacosi, attorniati da pochi amici di mestiere,