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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/100


delle regole e dei sottintesi 81


fin da piccolo con tanta autorità, che al pittore non frullo nemmeno per il capo la possibilità di mutarlo, una scuola in cui questo stile era insegnato anche come mestiere. Si sottomise allo stile, imparò il mestiere, e ci aggiunse di suo una nota di colore. Così fu che dipinse bene. Ma di Lorenzo non c’è che l’azzurro.

27 Gennaio

La bellezza dell’opera di Lorenzo di Credi viene dal fatto che egli non ebbe a scegliere. Quel senso di pena che proviamo davanti alle opere moderne ci nasce in cuore a veder la fatica della conquista, le incertezze del punto di partenza e un divagare continuo, che ci fanno temere della disinvoltura e della solidità di quello stile. Specie quando l’autore ha l’aria di esserne preoccupato, se lo studia, lo carica e lo assottiglia, con dei flussi e riflussi che sembrano riflettere le critiche, le quali, per rivelare agli artisti stessi il loro stile, li mettono nell’impiccio. Per quanto l’artista si sia impadronito del suo stile a fondo, ci sono li gli altri pittori colle loro maniere diverse a rammentare come non vi sia nessuna necessità logica che imponga all’uno di dipingere nella sua maniera, poiché un altro ha risolto il problema della pittura con una maniera diversa.

Cosicché in fondo Casorati non può essere assolutamente Casorati, perchè Spadini lo patina un pò di Spadini imbevendo di impressioni la retina di un pubblico che andrà a vedere delle architetture di