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prodromi al diario


Pilati e Consolo non erano degli antifascisti militanti, per quanto Consolo fosse stato preso di mira al tempo del processo Salvemini perchè si erano trovate nel suo studio copie del «Non mollare». In verità a Firenze si disse che il loro principale torto era di essere l’uno, Consolo, un avvocato, e Pilati un costruttore, integerrimi. Il Consolo era stato nominato tutore di uno scemo ricchissimo. Coloro che ne avevano avuto la tutela in precedenza avevano sfruttato, si diceva, in modo indegno il povero infermo. Questi possedeva delle case nel centro della città. Gli antichi tutori e gli inquilini si erano tacitamente accordati per fitti irrisori che venivano completati con sussidi dati brevi manu ai tutori stessi. L’avvocato Consolo si era opposto a questa combinazione e aveva rialzato assai i fitti agli inquilini e tolto di mezzo chi aveva organizzato l’imbroglio.


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