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METODO

Quando un fatto o una cosa ci fanno impressione tendiamo nel primo momento a far partecipare di quella impressione tutti i particolari, anche quelli che non vi hanno in definitiva partecipato che con indifferenza assoluta, e nel secondo momento a vivificare di quella commozione, a riempire di quel moto la sostanza inanimata che ci ha invece commosso per la sua forma. Così quando sentiamo che l’assassino di una vecchia era vestito di grigio o di marrone ci pare che il grigio e il marrone siano dei colori con in sè qualcosa di micidiale. Quando sentiamo una poesia in qualsiasi lingua, siamo indotti a concludere: «che bella lingua»; quando vediamo una madonna veramente religiosa, vestita di un certo azzurro o verde, l’azzurro o il verde ci sembrano colori mistici. Il metodo libera la poesia da tutti i dettagli inutili, e concentra lo sforzo su quelli importanti.

Quando un poeta concepisce una poesia il suo volo è continuamente appesantito dall’ansia di non saperlo condurre a termine, e ciò che si chiama in genere «ispirazione» è la coscienza del momento propizio alla scrittura. Un’opera di poesia non può fiorire che alla sua ora, perchè prima non era ancora matura, e dopo è già secca. Ci sono ad ogni modo due maniere


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