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Beninteso Dante usa questo mezzo perchè è intuitivo. I personaggi non dicon mai niente, non sanno mai niente, non sono mai niente di più di quello che dice, che sa, che è l’autore.

L’intuizione è la prima virtù che Dante nota in Virgilio:

«Se’ savio, e intendi me’ ch’io non ragiono.»

Inferno, II, 36


Per tutto il dramma Dante e Virgilio si intendono a volo, non solo, ma si adontano quando l’uno crede che l’altro non l’abbia capito a volo:

«Io credo ch’ei credette ch’io credesse....»

Inferno, XIII, 25


«Io vidi ben, sì com’ei ricoperse
Lo cominciar, con l’altro che poi venne,
3Che fur parole alle prime diverse.»

Inferno, IX, 10-12


«O dolce padre mio, se tu m’ascolte,
Io ti dirò,» diss’io, «ciò che m’apparve
3Quando le gambe mi furon sì tolte.»
Ed ei: «Se ’tu avessi cento larve
Sopra la faccia, non mi sarien chiuse
6Le tue cogitazion quantunque parve.»

Purgatorio, XV, 124-129


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