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Pagina:Ferrero - Appunti sul metodo della Divina Commedia,1940.djvu/266


cominciata e tutto il resto è paleontologia»! Boccioni ha formulato la scelta dei soggetti imperiosamente distribuiti fra gli adepti del futurismo. È così tipica che la voglio citare:

«Les affiches gialle, rosse, verdi, le grandi lettere nere bianche e bleu, le insegne sfacciate e grottesche dei negozi, dei bazar, delle «liquidazioni», gli smaglianti waterclosets inglesi, le danze negre nel ritmo brutale degli Tziganes tra le luci e le belle prostitute, ecco ciò che ci ispira e ci affascina».

E la tirannia si estende anche ai principî di critica. Oggi nelle arti plastiche, per esempio, non si deve più vedere altro che «una composizione di forme, colori, volumi».

Un giorno, mi ricordo, stavo guardando le due Veneri del Tiziano con un amico, molto intelligente e impregnato di dottrine decadenti. Quell’amico mi diceva: «Io preferisco questa, delle due Veneri. Ma non bado al disegno, o al colore, o alla perfetta rappresentazione della carne, o al meraviglioso paesaggio della finestra. No; io vedo una forma chiara e curva in uno sfondo scuro; e trovo questo quadro più bello dell’altro perchè i colori della forma chiara, sono, a mio gusto, meglio armonizzati con lo sfondo nero, e più elegante è la curva di quella linea».

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