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Pagina:Ferrero - Appunti sul metodo della Divina Commedia,1940.djvu/255



E’ una illusione che gli uomini, dal principio dell’arte, continuano a farsi, senza stanchezza.

Pensiamo che se in quella prima zona ristretta e ben limitata sono riusciti a creare dei capolavori, uscendo in aperta campagna e prendendo tutta la piana invece di quel campicello, potranno fare dei capolavori altrettante volte più belli, quanti sono i metri quadrati della pianura rispetto a quelli della zona limitata.

Non so se mi sono spiegato chiaro. L’illusione dei decadenti è questa: «Se noi togliamo di mezzo i limiti, avremo tutto l’infinito dinnanzi a noi; potremo quindi creare delle opere infinitamente belle ed infinitamente varie». Questa spinta verso l’inoommensurabile è prodotta dalla stanchezza del misurato. Ma i decadenti non pensano che se, come ho già detto, devon nuotare in un mare senza boe, non sapranno più dove vanno, né a che distanza sono dalla spiaggia, nè a che velocità corrono; non pensano che se quelle boe sono un impaccio, possono anche essere dei salvagenti, e che perdendo il sostegno di un principio e di un limite certo, potranno rimanere dentro i confini dell’Arte, ma potranno anche, con la stessa indifferenza, uscirne completamente e creare una cosa senza senso, invece che un’opera di Arte. Questo spiega come certi artisti decadenti mostrino, vicino a creazioni meravigliose, opere


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