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Pagina:Ferrero - Appunti sul metodo della Divina Commedia,1940.djvu/240


Il gusto delle classi governanti si pervertisce, perchè la miseria, causata dalle guerre e dalle rivoluzioni, ha impoverito l’antica aristocrazia romana, e sale a poco a poco al suo posto una classe di barbari arricchiti calati dalle più lontane province, che non hanno più nemmeno l’ombra della antica cultura. E diventano di moda le arti rozze ed appariscenti, violente e infantili. Quelle che son sempre piaciute ai barbari dell’età decadenti.

Se invece noi guardiamo l’arte del settecento, potremo trovarla fredda, leccata, antipatica, ma non disordinata. Un metro sicuro per misurare il bello c’era, e l’arte si trovava solidamente arginata fra le sassaie di quei princiî. Aveva un carattere uniforme ed un livello uguale e continuato. E così l’arte del cinquecento e del quattrocento. Che cosa è successo? Come siamo arrivati a quello stadio di convulsioni disperate? Come si possono definire questi due poli artistici?

Si dice con molta facilità, indicando in una biblioteca un volume, o in una galleria un quadro «il tale autore è romantico, o decadente o classico». Ci si trova generalmente d’accordo — cosa rara — . Questo vuol dire che quelle parole suscitano negli uomini di oggi dei sentimenti e delle impressioni comuni o almeno si-

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