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uomo grande e giusto forzato a vivere in mezzo a gnomi.

Questo poema che passa per un poema d’amore è figlio del dolore e dello sdegno. Alle sublimi invettive della Divina Commedia, Dante Fu spinto dalla forza stessa della collera e dal sentimento della giustizia ferito. Il poema è l’opera dell’Italia (miseranda etiam Saracenis), che riuscì a farsi detestare così meravigliosamente.

Niente può sembrare più strano e sorprendente per uno straniero che questa grande opera concepita e scritta contro il proprio paese. La vita di Dante è la vita simbolica di ogni grande in Italia. La nostra vita è seminata di celati massacri, di sforzi inutili, di moltitudini di geni, di martiri morti oscuramente in mezzo ai baccanali.

Dante è in fondo anti-italiano. E cioè uno di quei pochi italiani di spirito europeo anche se di carattere italiano, che in Italia camminano come degli albatros sulla terra.

La posizione di Dante rispetto all’Italia di cui ha patito tutti i vizi e la leggerezza morale, potrebbe essere quella di un aristocratico illuminato dalla destra, tipo Fortunato o Sforza, in tempi di fascismo, o anche tipo Ferrero. Le ti-

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