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Per descrivere la successiva impressione che gli dà il cielo empireo, egli si paragona a gente mascherata che a un tratto si sveste:

«Poi come gente stata sotto larve,
Che par altra che prima, se si sveste.
3La sembianza non sua in che disparve,
Così mi si cambiaro in maggior feste....»

Paradiso, XXX, 91-94


All’udire le invettive di San Pietro contro i papi che insozzano la Chiesa, Beatrice si inquieta:

«E come donna onesta, che permane
Di sé sicura, e per l’altrui fallanza,
3Pure ascoltando, timida si fane,
Così Beatrice trasmutò sembianza...».

Paradiso, XXVII, 31


Dante parte dal sottinteso che Inferno e Paradiso sieno popolati da esseri sovrumani e s’interessa a quello che in loro rammenta la natura degli uomini.

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Tanto dal punto di vista pittorico come da quello professionale, i diavoli sono incantanti in un gesto che ha un valore universale nel momento e che risuona, come un sasso gettato nell’acqua, dopo che s’è adagiato sul fondo, riga ancora la superficie di tremanti anelli. Ma que-

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