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scherzi 215

XII

Il ritratto

(1780)

     Son pronte omai le ciottole
ed i color stemprati;
curvi nell’opra, cantano
cento Capricci alati.

     5Genio dei scherzi italici,
scendi su queste arene;
prendi il pennel: l’immagine
dipingerai d’Argene.

     Breve ha la fronte; languidi
10gli occhi, ove Amor si asconde;
le chiome, avvolte in treccia,
né brune son né bionde.

     Il naso fra le ciglia
s’apre discreto varco,
15e scende, sottilissimo,
leggiadramente in arco.

     Il sen, che lento e placido
moto dal cor riceve,
regge due globi lucidi
20di condensata neve.

     Sovra la mano morbida
nodo né vena eccede;
è rotondetto ed agile
l’imprigionato piede.