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scherzi 201

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Le lagrime

     L’ore fugate pendono
dalla metá del corso,
ed i destrier di Apolline
scuoton noiosi il morso,

     5ché giá, inquieti, veggono
lent’ondeggiar vicina,
sul curvo lido esperio,
la placida marina.

     Sotto dell’Etna a stendersi
10Tifeo non trova loco,
e dalla bocca vomita
globi di fumo e fuoco.

     Entro di grotta tacita,
a’ rai del sol negata,
15col dio di Nisa celasi
la bella abbandonata.

     Sileno, stropicciandosi
il semiaperto ciglio,
mesce di Chianti il nettare,
20quasi rubin vermiglio.

     Bacco sui verdi pampani
si corca lascivetto,
di cui gli fanno i satiri
voluttuoso letto;

     25e della pelle spogliasi,
che porta al fianco unita,
e la cretense giovane
a riposare invita.