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216 compagni di strada



Confessa che la tua ribellïone
non è che l’urlo della creatura
debole, che mancò la sua ventura
12por non aver trovato il suo padrone.


Confessa che tu vai con fiammeggiante
torcia sanguigna contro leggi ed uomini,
solo perchè la forza che ti domini
16tutta, ancor non t’assalse il cor tremante.


Ed altro tu non sei che una fanciulla
fragile, torturata dall’angoscia
d’essere sola, e che talor s’accoscia
20rabbrividendo di tutto e di nulla:


e — se il dirlo t’è colpo di staffile
bene assestato alla superbia prava,
che importa?... — non saresti che una schiava
24d’amor, contenta del suo posto vile,