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Pagina:Esilio - Ada Negri, 1914.djvu/218

208 compagni di strada



“Ja, yes.„ Ma “O sole mio....„ dall’altra riva
chiama il canto che forse non ha bocca,
ch’è di fantasma; e l’anima mi tocca
12con la carezza d’una mano viva.


Batto i denti, alla pioggia. E più il mantello
su me ravvolgo, e più mi sento ignuda:
mi sferza il dorso la ferocia cruda
16del croscïante gelido flagello.


Bene risponde, col suo scampanare
a stormo, il sangue entro le arterie folli:
— Esilio, tu sei mio perch’io ti volli,
20perchè mi piacque le tue vie calcare. —


Esilio?... Ma qual’è dunque, o tremenda
anima, la tua vera patria?... In quale
angol di terra addormirai tu il male
24tuo, che piangere sempre io non t’intenda?...