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Il fanale nel vicolo 139



E riconobbe il canto di Fiorella,
che fu tant’anni in carcere. Serena
e fioca, — “Ave, — diceva — o Gratia Plena,
48che poggi il piè sulla più alta stella.„


Il bimbo delle sue carni corrose
dal vizio altrui, così, sur un saccone,
cullava; e la materna passïone
52trasfigurava le parole in rose.


L’ascoltavano gli usci acchiavacciati,
le cieche imposte, il lastrico. E il fanale
fiamma divenne, accesa a un immortale
56altar, ritto fra l’ombre dei peccati.


Tacque la voce e ritornò il mattino,
tutto bianco di neve ancor del cielo,
ancora intatta. Ed il fanal fu stelo
60di giglio in un albór quasi divino.