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Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/72

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a chicchessia de’ viandanti, e ogni cosa riducea a’ principj dell’onestà e della moderazione. Egli poi, nell’andare e nel tenere ragione, si mostrava tutto piacevole, paziente, e benigno. E parendo un altro Marco, si accattivava per tal maniera il cuor dei vecchi, e gli altri, dalla fiera e vituperosa tirannide a viver quieto e composto ritratti, tutti nel suo amor raccendea.

La qual fama, essendo per ogni dove trascorsa, commosse tutte le nazioni, ed eserciti sottoposti a’ romani, tutti eziandìo gli amici e confederati a celebrarlo con onori divini. I barbari pur essi, se alcun ne restava che scosso si fosse dal giogo o tramasse rivolte, tornandosi a memoria le virtù da lui nelle passale guerre mostrata, la giustizia, la fede, e sapendo che non avea fatto torto a persona, ma tutti a par de’ meriti rimunerato, nè poterglisi apporre crudeltà o violenza di sorte alcuna, spontaneamente gli si sottomisero. Da ogni parte venivano ambascerie a rallegrarsi col popolo romano dell’imperio dato a Pertinace. Ma quello che facea tripudiare e in pubblico e in privato di gioja, vale a dire le mansuetudine del principe, confondea di tristizia le imperiali guardie del corpo. La giustizia e la modestia di lui gli sdegnava, e se ne vituperavano, tenendo a grave peso dover, passar dalle usate ra-