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Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/220

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grazia di tutto l’esercito. Egli non restrignea le sue cure a insegnare a parole ciò che si avesse a imparare, ma, ponendo le mani a fare esso stesso altrettanto, gli avea di discepoli renduti emuli ed imitatori delle sue virtù, e se gli era eziandìo con ogm maniera di doni legati di strettissimo amore. Per la qual cosa quei giovani, la più parte ungheri, levavano alle stelle il valor di Massimino, e dicean peste di Alessandro, che ancor bamboleggiava colla mamma, e non avendo nè volontà nè perizia di guerra, si stava lì ozioso e a’ suoi cenni tutto timore e paura, e aggrandendo i danni cagionati da questa infingardaggine agli affari di Oriente, ne ritraevano argomento agli effetti di quel vigliacco modo di guerreggiare i tedeschi.

Essendo dunque gli animi loro già volti a novità, e nojati di obbedire sì lungo tempo al medesimo imperadore, che, avendo esaurita ogni idea di dar pasto a maggiore ambizione, non curava di guadagnarseli con que’ presenti, de’ quali sarebbe stato generosissimo quel principe che avessero inaspettatamente elevato all’imperio, determinarono di uccidere Alessandro, e proclamare augusto Massimino; il quale, oltre esser loro camerata, avea sì gran perizia dell’arte militare, e attitudine a quella guerra. Con questo proposi lo andati numerosissimi