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Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/206

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più sublimi, e già tutto il mondo coll’animo suo calpestava. E certo non erano cagioni di piccolo momento quelle che lo muoveano. Primo ardi guerreggiare i parti, e, vintigli, restituire quella monarchia che dopo Dario, espulso da Alessandro, goduta fu da’ macedoni suoi successori, che si divisero tra loro l’Asia tutta e l’Oriente, e che quindi dalle discordie indeboliti, venne in mano del parto Arsace; il quale riesci persuadere que’ popoli a ribellarsi da loro, e presa la corona col comun consenso de’ parti e loro vicini tenne il regno, che dopo una lunghissima serie di anni pervenne a giorni nostri in Artabano. Artaserse dunque, privato avendo questo Artabano della vita e dello stato, e sottomessi colla forza i vicini popoli, tenea alta la fronte, e provocava tutto il poter de’ romani.

Avvertitone Alessandro che si trovava in Roma, fu di avviso non più convenirsegli sopportare quella barbarica arroganza, come pure dover fare caso delle continue chiamate de’ suoi generali, e perciò, benché di malavoglia, si ammanai alla spedizione. In Italia dunque e in tutte le provincie si attendeva ad arruolare gente vigorosa, e di fresca e robusta età, e si metteva sossopra tutto quanto l’imperio per fare una coscrizione sufficiente a pareggiare le ster-